Le
cose che portano bene
La tradizione vuole che la sposa porti con se il giorno del
matrimonio 6 cose:
-
una cosa prestata:
ad indicare l 'affetto delle persone care che rimangono
vicine in questo passaggio dal vecchio al nuovo.
- una cosa regalata:
a ricordare il bene delle persone care.
- una cosa blu:
anticamente il colore blu era il colore che simboleggiava la
purezza ed era il colore dell' abito della sposa.
- una cosa vecchia:
che simboleggia la vita che si lascia alle spalle e
l'importanza del passato che non deve essere dimenticato
nella transizione verso la nuova.
- una cosa nuova:
che simboleggia la nuova vita che sta per iniziare, indica
tutti i nuovi traguardi e le novità che porterà con sé.
Uno degli amuleti più
adatti al giorno del sì è l'acquamarina che assicura un
felice matrimonio.
Il diamante, se portato all'anulare o al polso sinistro,
conserva l'affetto coniugale, l'importante è che sia stato
un regalo.
E' un buon segno se
la sposa si sveglia il mattino del matrimonio al canto degli
uccelli; e anche se scopre un ragno nascosto dentro le
pieghe del vestito !
Le fedi
L'usanza di portare la fede all'anulare sinistro risale
addirittura all'epoca degli antichi Egizi. Essi credevano
infatti di aver individuato una vena che, partendo
dall'anulare sinistro, arrivasse fino al cuore: lungo questa
vena pensavano che corressero i sentimenti.
"Legare" l'anulare significava quindi garantirsi la fedeltà.
Per incoronare e sigillare l'unione tra gli sposi già gli
antichi Romani si scambiavano anelli di ferro, per l'antica
legge ebraica le fedi avevano ancor più importanza, infatti
ritenevano che solo lo scambio di questi anelli fosse
sufficiente a rendere legale il matrimonio.
Nel Medioevo, quando non aveva ancora preso totalmente piede
lo scambio degli anelli, la "fede" era di grande fattura e
di pari preziosità, spesso lo sposo inanellava la sposa con
tre anelli.
In alcune regioni d'Italia è anche chiamata "vera", termine
veneto-slavo, che significa fedeltà, all'interno si è soliti
incidere la data del matrimonio ed il nome della Sposa in
quella di lui ed il nome dello Sposo in quella di lei.
La tradizione vuole che sia lo Sposo a pagarle ed a
conservarle fino al momento dello scambio, ma spesso sono i
testimoni a regalarle.
Saranno poi i pagetti a portarle sull'altare per la
benedizione.
Le fedi più indossate sono la "francesina", la classica
oppure la piatta.
Chi preferisce qualcosa meno tradizionale può optare per un
modello incrociato a più cerchi, oppure può scegliere la
vera con un piccolo diamante, o addirittura con una serie di
diamanti.
In chiesa attenzione alle fedi !!! Non fatele cadere, se
dovessero cadere andranno raccolte solo da chi celebra il
rito. Peggio sarebbe smarrirle o dimenticarle, trascuratezze
che indicano poca voglia di compiere il grande passo.
L'abito
da sposa
La tradizione dell'abito bianco per la sposa risale
all'Ottocento e rappresenta verginità e purezza.
Le spose romane erano avvolte invece da veli gialli e
arancione.
Le donne cinesi vestivano in rosso.
Rosso è ancora oggi il colore nuziale delle spose indiane.
Le spose longobarde vestivano solo una tunica nera.
Le spose bizantine delle classi più ricche indossavano vesti
di seta rossa con ricami in oro e pietre preziose.
Nel Medio Evo e nel Rinascimento gli abiti nuziali erano
molto colorati, così da essere indossati anche in seguito,
durante le feste.
Il colore più usato, in ogni modo, era il rosso, perché si
riteneva che propiziasse le nascite.
Oggi oltre al colore bianco si predilige il beige .
Il velo
nuziale
Ai tempi dei romani i matrimoni erano spesso concordati tra
famiglie per motivi politici o di interesse, senza che i due
sposi si incontrassero mai prima del giorno del matrimonio.
La sposa si copriva quindi il volto fino alla fine della
cerimonia per evitare che lo sposo, scorgendo il suo reale
aspetto, interrompesse il rito nuziale.
E' tradizione in alcune regioni, tramandare di generazione
in generazione il velo per il giorno delle nozze.
Il velo indossato dalla sposa è considerato più fortunato se
donato da una sposa felice.
I
confetti
Per tradizione, nell'antichità venivano confezionati in
preziosi sacchetti di tulle, oggi in pizzo, per il giorno
del matrimonio, devono essere rigorosamente di colore bianco
e sempre in numero dispari di solito cinque, per
rappresentare le qualità della vita che non devono mancare
nella vita degli sposi:
- Salute
- Fertilità
- Lunga vita
- Felicità
- Ricchezza
La tradizione prevede che la coppia di sposi giri tra i
tavoli dopo il taglio della torta. Lo sposo reggerà un
vassoio d'argento con i confetti, la sposa li servirà agli
invitati con un cucchiaio anch'esso in argento sempre in
numero dispari.
La dote
Secondo la tradizione lo sposo, per tutto il primo anno di
matrimonio non doveva sostenere spese per l'abbigliamento
della moglie e quindi la famiglia di lei forniva gli abiti,
biancheria e accessori.
La
bomboniera
La tradizione le vuole classiche realizzate in cristallo,
argento, limoges e soprattutto uguali per tutti, non
esistono parenti e amici meno importanti di altri.
Il riso
Il riso ai tempi dei pagani veniva gettato sugli sposi per
simboleggiare una pioggia di fertilità, ricchezza e gioia.
In alcuni paesi è accompagnato da monete e confetti. In
Indonesia, invece, il lancio del riso serviva a trattenere
l'anima dello sposo che altrimenti, subito dopo il rito,
sarebbe fuggita via senza mai fare ritorno.
Il
bouquet
Secondo la tradizione è l'ultimo omaggio dello sposo per la
sposa e chiude il ciclo del fidanzamento. L'usanza vuole che
lo sposo lo faccia recapitare al mattino a casa della sposa
anche se in realtà è la sposa stessa a sceglierlo in quanto
deve armonizzare con il suo abito. In alcuni paesi è
addirittura la suocera a regalarlo. La tradizione vuole
anche che il fidanzato regali un mazzetto di fiori d'arancio
legato con un nastrino bianco alla futura moglie.
L'usanza di ornare la sposa con i fiori è antichissima e
nasce dal mondo arabo. Qui la donna che doveva sposarsi
veniva ornata il giorno delle nozze con i fiori d'arancio,
bianchi e delicati, simbolo di fertilità. L'usanza è nata
come augurio per la sposa di avere una prole numerosa.
Mentre antichi Egizi ornavano la sposa di fiori profumati ed
erbe odorose, per allontanare gli spiriti maligni
Le spose inglesi del Medio Evo non rinunciavano a portare
all'altare un odoroso mazzolino di rosmarino,
propiziatore di fecondità.
Nel bouquet delle spose inglesi dell'Ottocento non poteva
mancare un rametto di mirto, simbolo d'amore completo.
Nell'antichità
venivano attribuite all'alloro facoltà magiche e la
capacità di tenere lontani i fulmini. Veniva usato per
comporre ghirlande nuziali, come augurio di felicità e
prosperità. Nel Rinascimento le decorazioni nuziali erano
composte da frasche intrecciate di timo e d'alloro, le cui
foglie venivano fatte masticare agli sposi dopo la cerimonia,
per le loro proprietà afrodisiache.
I Greci regalavano un gambo d'edera agli sposi, come simbolo
di legame indissolubile. In Toscana era tradizione inserire
un rametto di gelsomino in ogni bouquet, perché portasse
fortuna e denaro alla coppia.
Le spighe di grano non dovrebbero mancare nel bouquet di una
sposa d'estate, auguranti la prosperità e la ricchezza.
Il classico lancio del bouquet a fine cerimonia
La sposa con le spalle rivolte verso un gruppo di amiche
presenti alla cerimonia lancia il suo bouquet. Per la
ragazza che riesce ad afferrarlo, rappresenta l'augurio che
possa ricevere presto una richiesta di matrimonio; lo stesso
succederà al ragazzo che prenderà la giarrettiera della
sposa. Infatti, in antichità, i fiori usati erano fiori
d'arancio che oltre a significare purezza, abbondanza,
felicità e prosperità, significavano anche una richiesta di
matrimonio.
La
torta nuziale
La tradizione di inviare un pezzo della torta nuziale agli
invitati non presenti al matrimonio viene dalla voglia di
condividere la fortuna che la torta porta. Un'altra
superstizione consiglia la sposa di tenere un pezzo della
torta; se lo fa, suo marito sarà sempre fedele.
Le
damigelle della sposa
Gli antichi egizi, credevano che gli spiriti cattivi si
radunassero il giorno delle nozze nel luogo del matrimonio
per rovinare la buona e lieta atmosfera.
Per questo motivo, le amiche della sposa vestivano con abiti
lussuosi e seguivano la sposa per confondere gli spiriti
maligni, che non potendo riconoscere la sposa non potevano
augurale sfortune e nefasti.
La
"Luna di miele"
Gli sposini dell'antica Roma erano soliti mangiare del miele
per tutta la durata di " una luna " dopo il matrimonio (forse
anche per riprendere le forze dopo la lunga giornata). Da
qui l'origine del detto -luna di miele- ad indicare i primi,
dolci momenti della vita di coppia.
Le tradizioni
L'ora delle nozze
Fino a tutto l 'Ottocento, gli sposi italiani non hanno
potuto scegliere l'ora in cui sposarsi: le nozze religiose
si celebravano solo ed esclusivamente la sera, in casa della
sposa, seguite da danze e banchetti. L'usanza di celebrare i
matrimoni di mattina è dei francesi. Negli anni Venti venne
di moda sposarsi alle due del pomeriggio. La fascia oraria
compresa fra le undici del mattino e mezzogiorno e mezzo è
la preferita dai reali di tutto il mondo. Oggi non ci sono
più regole ci si sposa a qualsiasi ora, infatti alcuni
matrimoni si celebrano alle dieci e mezzo altri negli orari
pomeridiani tra le 16.30 e le 18.00.
Lista nozze o lista regali
L'abitudine di compilare la lista nozze in alcuni negozi
scelti dagli sposi è un'idea americana. Anche in Italia ed
in altri paesi europei è abbastanza affermata per la sua
praticità e solitamente dettata dal buon gusto che gli sposi
stessi hanno nella scelta, evitando di ricevere doppioni o
regali sgraditi e aiuta chi dona a scegliere. In alcune
regioni d'Italia si usa ancora esporre sia i regali, che
tanto di biglietto da visita del donatore, in casa della
sposa: un'abitudine poco elegante, perché mette a confronto
persone con disponibilità economiche diverse.
Sollevare tra le braccia la sposa e solcare la soglia
Risale all'antica Roma: facevano così per
evitare che inciampasse, presagio infausto, perché
significava che le divinità non la volevano accogliere.
Ai tempi delle corti secondo la tradizione l'uomo rapiva
la sua preferita e scappava in groppa al suo cavallo
cingendola con braccio sinistro, mentre con il destro
guidava il suo destriero lontano dal villaggio , in più per
difendere la sua amata, usava, il destro per impugnare le
armi.
In alcuni paesi per tradizione, la sera precedente al
matrimonio lo sposo organizza una serenata sotto la
finestra della futura sposa. Lo accompagnano parenti e amici
e naturalmente un musicista con il violino, la chitarra o la
fisarmonica. A fine serenata un ricco buffet per tutti in
segno di ringraziamento viene offerto dai genitori della
sposa.
Le supestizioni
Intorno all'argomento
"matrimonio" esistono da sempre tante piccole superstizioni
da seguire per la buona riuscita della futura vita
coniugale. C'è chi le ignora, molti altri le seguono alla
"lettera" meticolosamente in ogni piccolo dettaglio. Che ci
crediate o no, noi ve le proponiamo per curiosità e perché
alcune sono davvero particolari.
Di Venere e di Marte ne'si sposa ne' si parte (cosi
recita un antico proverbio). Perché proprio il martedì e il
venerdì ? Il martedì appartiene a Marte che è il Dio della
guerra, mentre il venerdì secondo la cabala è il giorno in
cui furono creati gli spiriti maligni. Ma in Norvegia il
maggior numero di matrimoni si celebra proprio il venerdì
giorno romantico per eccellenza perché sotto la protezione
di venere, dea dell'amore e dell' armonia, quindi ….un
giorno vale l'altro …..
Un'usanza popolare seguitissima è quella che vieta di
mostrare l'abito da sposa al futuro marito o quella di
guardarsi allo specchio con il vestito da sposa il giorno
del matrimonio. Se proprio non si resiste si può fare ma
togliendo una scarpa, un orecchino o un guanto. Oppure con
ogni occhiata nello specchio, la sposa dovrebbe sempre
aggiungere qualcos'altro a quello che ha addosso... un altro
guanto, un po' di trucco in più...
Vietatissimo vedere lo sposo
dopo le 24 !
Una volta uscito dalla propria abitazione lo sposo non
deve tornare sui propri passi. Così vuole la
superstizione. Per questo motivo è bene che lo sposo sia
accompagnato da un amico che si incarichi di ricordare
questa credenza e che eventualmente si preoccupi di
ritornare in sua vece se avesse dimenticato qualcosa.
Sposa bagnata sposa fortunata. Certo può sembrare un
modo gentile per consolare gli sposi per non aver scelto una
giornata di sole, ma anche in questo caso c'è una
spiegazione: la pioggia simboleggia la fortuna e
l'abbondanza che cade generosa sugli sposi.
La processione matrimoniale è anche molto importante.
La sposa deve uscire da casa sua mettendo davanti per prima
il piede destro. E' considerato fortunato se il sole splende,
o se la sposa vede un arcobaleno sulla strada per il
matrimonio.
La sposa non dovrebbe piangere prima del matrimonio,
ma può farlo quanto vuole dopo; questa prova che non sia una
strega (vecchia superstizione?), che in teoria riusciva a
far uscire solo tre lacrime dall'occhio sinistro.
La maggior parte di noi pensa che l'usanza di suonare il
clacson delle auto del "corteo nuziale" serva ad
attrarre l'attenzione del passaggio degli sposi, ma non è
cosi infatti, il suono del clacson deriva dalla convinzione
che cosi facendo si mettono in fuga gli spiriti cattivi.
Il letto degli sposi viene preparato la sera prima
del matrimonio da due ragazze nubili in segno di purezza.
La prima notte di matrimonio, chi dei due sposi
spegneva la luce con la "peretta", moriva per primo. Perciò
spesso la luce rimaneva accesa tutta la notte.
Curiosità dal mondo
Il corteggiamento
In Persia se un giovane
voleva una ragazza doveva gettarle in testa un lenzuolo.
In Messico un uomo che voleva prender moglie andava al
tempio e ne parlava al sacerdote: una volta uscito doveva
sposare la prima ragazza nubile che incontrava.
In India una giovane che voleva un uomo per marito andava a
casa sua e si sedeva davanti alla porta.
Un eschimese per sposarsi doveva uccidere una foca e
offrirla al padre della ragazza che voleva sposare.
In Sud America una ragazza interessata ad un ragazzo cercava
di farlo inciampare durante le danze: se ci riusciva era un
suo diritto averlo per marito.
In Serbia e in Bulgaria si afferrava la ragazza per una
caviglia per strada e la si faceva cadere.
Nelle isole Trobriand, presso Papua, la ragazza si recava
dall'uomo prescelto e lo morsicava.
Curiosità sul rito
In
India lo sposo concludeva
le nozze portando la sposa sulle spalle fino al suo
villaggio.
In Portogallo il sacerdote legava insieme le mani degli
sposi con un pezzo di stoffa,
In Cina il sacerdote legava insieme le mani degli sposi con
i capelli.
In Inghilterra gli sposi mettevano l'anello nuziale al
pollice.
In Francia, durante il medioevo, la sposa baciava il piede
del marito.
In Groenlandia lo sposo prendeva la sposa per i capelli e la
trascinava nella capanna.
In Tibet, per risparmiare sulla dote, i fratelli
condividevano la stessa moglie.
In Africa, prima di sposarsi, un uomo doveva andare a letto
con la futura suocera.
Nelle Isole Gilbert, se un uomo era attratto da una ragazza
doveva sposare anche le sue sorelle.
Vita quotidiana
In Africa le mogli del capo
di una tribù fungevano da mobilio e servivano il marito come
sedie, cuscini e tavoli.
Le donne del Bhutan trasportavano i mariti sulla schiena
durante i viaggi.
In America, i Sioux consideravano una grossa offesa da parte
di un ospite il rifiutare la compagnia della loro moglie per
una notte.
In Europa, nel 1500, le donne si fidanzavano a sette anni,
si sposavano a 13!
Le donne sposate diventavano "umili serve" dei loro mariti.
Esse gli parlavano spesso in terza persona, lo servivano a
tavola. Le contadine non mangiavano con il loro marito, ma
si tenevano in piedi dietro di lui, o sedute presso il
focolare. Il marito controllava i conti della casa, assumeva
o licenziava il personale; egli poteva picchiare sua moglie
e anche farla rinchiudere.
In Italia, la condizione delle donne era migliore; esse si
sposavano a 20 anni; i loro mariti le rispettavano e
insegnavano loro l'economia, la buona gestione della casa,
il risparmio.
Sesso
In Tasmania se una donna
chiedeva ad un uomo una zappa lo invitava a fare sesso con
lei.
In Cina, era vietato fare sesso per i tre anni successivi
alla morte di un genitore.
In Africa, il sesso era proibito quando le vacche erano al
pascolo.
Nell'isola della Nuova Irlanda, nel Pacifico, marito e
moglie non potevano avere rapporti quando una delle loro
scrofe era gravida.
Nei Caraibi gli sposi non potevano avere rapporti di notte:
i bambini concepiti al buio sarebbero nati ciechi.
Varie
Nel Giappone, nel centro
balneare di Atami, e' stato inaugurato un immenso
avveniristico albergo che ospita, in particolare , sposini
novelli. La caratteristica di questo moderno albergo, è che
tutti i piani ruotano su se stessi in modo che da ciascuna
camera ogni ora si può ammirare il mare per circa mezz'ora.
Nel 1957 il poeta drammaturgo inglese Eliot sposò la propria
segretaria che era 38 anni più giovane.Alle nozze erano
presenti solo pochi parenti visto che si celebrò alle 6.15
del mattino.
Nello stato del Massachusset 9 baci sono l 'equivalente di
una promessa di matrimonio.
Nel Michigan, se una donna abbandona il marito, lui ha il
diritto di proibirle di portar via dalla loro casa qualsiasi
indumento.
In Normandia, nella città di Alecon hanno inventato per il
matrimonio oltre alla solita cerimonia con fiori, banchetto
foto ecc. anche la diretta sul web. Il servizio è gratuito
basta fare domanda al comune e il gioco e' fatto. Moltissime
le coppie che ne fanno richiesta, cosi anche amici lontani,
non presenti alla cerimonia, potranno godersi lo spettacolo
via internet.
Il matrimonio ... nel mondo
Maldive: 4 matrimoni con lo stesso uomo...
Nelle isole Maldive una coppia può divorziare e poi risposare lo stesso partner per ben tre volte. La quarta volta, se i divorziati desiderano ancora riunirsi, la donna dovrà prima contrarre il matrimonio con un altro uomo. Se anche dopo questa esperienza insisterà nel volersi riunire al primo marito, ciò vorrà dire che ha riconosciuto l'importanza del suo legame iniziale, ed ha capito di essere stata troppo esigente con il primo marito, dal momento che neanche con il secondo andava d'accordo.
In Giappone
E'
diffuso un tipo di matrimonio combinato molto particolare:
giunta all'età di circa 25 anni una ragazza prepara una sua
scheda personale con studi, aspirazioni lavorative,
preferenze e hobbies e la inoltra in giro tramite colleghi
di lavoro, parenti, amici e agenzie matrimoniali. In questo
modo può venire contattata da giovani in cerca di moglie con
i quali stabilirà un primo incontro.
Non è indispensabile che tutto finisca con un matrimonio
subito: i due giovani iniziano a frequentarsi in base ad
affinità ed altro e solo in seguito decidono (e la scelta
spetta ad entrambi, sullo stesso piano) se sposarsi o meno.
A chi, come alcuni sociologi americani, critica questa
filosofia di vita in Giappone rispondono che i matrimoni
nati in questo modo hanno dieci volte in più la possibilità
di durare rispetto a quelli d'amore all'occidentale, che
spesso si concludono nel Paese del Sol levante con un
divorzio già al ritorno dalla luna di miele.
Il rituale matrimoniale shintoista è molto suggestivo: gli
sposi, con indosso due kimoni particolarmente fastosi,
bevono ciascuno tre volte da una ciotola con dentro riso e
sakè. Ma il fascino per la cultura occidentale è talmente
forte in Giappone che molti giovani scelgono un matrimonio
all'occidentale, con tanto di abito bianco e lungo con il
velo. Tra tutte le coppie che si sono sposate l'anno scorso,
circa il 10% (provenienti soprattutto da metropoli come
Tokyo o Osaka) ha celebrato il matrimonio all'estero, e sono
circa 51.760 coppie: cinque volte in più rispetto a 5 anni
fa.
Il luogo più popolare sono Isole Hawaii, perché ci sono
molte chiese (circa 200) e alberghi convenzionati per questo
tipo di servizio, inoltre è comodissimo arrivarci (da tante
città giapponesi ci sono voli diretti). Anche molte delle
coppie che inizialmente sceglierebbero l'Europa e le sue
solenni cattedrali, finiscono poi col cambiare idea poiché
parenti e ospiti avrebbero problemi di lingua, inesistenti
alle Hawaii, dove si può comunicare in giapponese. Alle
Hawaii seguono, nelle preferenze degli aspiranti sposini,
l'isola Guam, l'Oceania e il Nord America, e in caso di
maggiore disponibilità di tempo e denaro l'Europa.
In Polinesia
Il
sorprendente impatto con una terra esotica e affascinante,
incastonata tra mare e cielo in uno scenario naturale
mozzafiato, ricca di panorami unici e variegati.
La serenità e la gioia di vivere di un popolo che da più di
mille anni scandisce le giornate secondo ritmi ancestrali,
insieme alla radicata tradizione di squisita ospitalità che
da sempre lo caratterizza.
Un'esperienza irripetibile in un angolo di paradiso che
offre generosamente la sua natura, il suo mare e la sua
cultura. Un viaggio da tenere per sempre tra i ricordi più
preziosi.
L'Oceano Pacifico intrappolato nelle meravigliose lagune
polinesiane. Le tonalità più incredibili dal turchese
all'oltremare che colorano il contesto perfetto per un
momento assolutamente unico.
La natura, la storia, la tradizione e le leggende cospirano
per rendere la luna di miele un momento unico, in una terra
che venera e celebra l'amore con gioiosi riti secolari.
LA
LEGGENDA
C'era una volta la bella principessa Hotuhiva. La fanciulla
cresceva spensierata nell'isola natia dove trascorreva il
tempo in giochi con un coetaneo, Teaonuimaruia. Finché, un
triste giorno, fu costretta a lasciare il proprio villaggio
per seguire il padre nell'isola di Raiatea, dove egli
sarebbe divenuto re. Pur in mezzo al fasto e alle ricchezze
Hotuhiva deperiva. Invano furono convocati tutti i più
valenti guaritori dell'isola: la fanciulla pareva incurabile.
La causa delle sue sofferenze era il mal d'amore: aveva
lasciato il cuore con Teaonuimaruia nei luoghi della sua
infanzia.
Al re suo padre non restò che affidare la figlia a
un'imbarcazione e sperare che i venti più favorevoli la
potessero condurre fino all'isola dell'amato. Ma una volta
giunta nella terra d'origine venne rapita dai guerrieri di
un capo locale, invaghitosi della bella sconosciuta.
Ben presto, però, si accorse che nel cuore della giovane non
c'era posto per lui e, indispettito, la concesse ogni notte
a un uomo diverso. Finché Teaonuimaruia riconobbe nella
splendida giovane la bimba con cui soleva giocare fanciullo,
uccise il capo cattivo e sposò Hotuhiva.
Il bianco era un must anche nella tradizione polinesiana: le
trame preziose che decoravano i pareo nuziali venivano
filate da mani esperte, ed erano arricchite da intrecci di
felci. Sul candore delle vesti spiccava l'allegra policromia
dei copricapi, strutture rigide su cui venivano innestate
piume colorate. E il bouquet? Fornito gratuitamente da Madre
Natura.
LA
TRADIZIONE
Nulla è
più importante dell'amore, lo sanno bene gli abitanti degli
arcipelaghi polinesiani, che stupirono persino il freddo
Capitano Cook con i loro modi aperti e gentili e con la
solarità che da sempre contraddistingue tutti i riti e i
rapporti sociali. Soprattutto il legame più importante: il
matrimonio.
Le nozze erano vissute come una vera e propria festa
collettiva che poteva durare anche una settimana. Le
giornate erano scandite da gesti rituali legati a simboli
specifici, e i preparativi per il grande banchetto
cominciavano con molti mesi d'anticipo.
Era la sposa che portava i doni con sé in occasione della
visita all'abitazione del futuro marito. Durante la vigilia
la coppia riceveva gli ospiti circondata da tutti i doni, a
testimonianza della fertilità e dell'opulenza cui
quest'unione avrebbe portato. Contrariamente alle abitudini
occidentali, invece, l'onere del banchetto spettava alla
famiglia dello sposo.
Le danze accompagnavano o seguivano i momenti più intensi
del cerimoniale, come la formulazione dei riti propiziatori
da parte del prete e dei genitori degli sposi, oppure
durante il ricchissimo banchetto che veniva offerto dopo lo
sposalizio. Curiosamente, durante la vigilia si teneva
l'equivalente di un occidentale "addio al celibato": amici e
parenti improvvisavano veri e propri ricevimenti allietati
da danze e canti per festeggiare la nuova vita intrapresa
dai loro cari.
LA
CERIMONIA
Vahine e
tane, sposa e sposo, signora e signore.
Ogni coppia che giunge in Polinesia Francese può assaporare
la sensazione di essere stata trasportata per magia in uno
degli ultimi Eden sulla terra.
Eden incontaminato, fatto di bianche spiagge, cime
verdeggianti e lagune trasparenti; Eden che permette ai suoi
ospiti di chiudere il mondo all'esterno, assistiti con
gentilezza e discrezione dagli operatori delle strutture
ricettive: resort di ottimo livello nascosti nella
vegetazione, piccole e linde guest-house o fare che
letteralmente emergono dal turchese delle lagune.
Non stupisce, quindi, che in questa terra consacrata
all'amore una nuova moda stia riscuotendo sempre maggiore
successo tra le coppie, che siano in viaggio di nozze o meno:
il rinnovo dei voti nuziali con una cerimonia che unisce il
fascino delle tradizioni, il colore del rito e la bellezza
unica della cornice naturale. Un cerimoniale ispirato a
quello cui si è sopra accennato viene officiato,
naturalmente senza alcun valore legale, in alcuni degli
hotel sparsi sugli arcipelaghi principali. Ma per chi vuole
vivere un'esperienza unica il Tiki Theatre Village, la
ricostruzione di un antico villaggio polinesiano a Moorea,
offre una fastosa celebrazione, ispirata alle antiche
tradizioni.
Il "rito" officiato al Tiki Village inizia con il viaggio
sulle canoe, alla volta del villaggio in cui si celebrerà la
cerimonia.
Qui, i giovani del luogo si prendono cura della coppia con
riti mutuati dalla tradizione regale: massaggi con olio di
monoï per lei, e body-painting ispirato ai tatuaggi per lui.
Quindi, ultimata la vestizione con pareo tradizionali, la
coppia viene condotta di fronte al capo della comunità, che
pronuncia le preghiere e gli incantesimi di buon auspicio,
tradotti da un interprete per la vahine e il tane. Gli sposi
ricevono, infine, un nome tahitiano e un "certificato" di
matrimonio, redatto su una speciale pergamena di corteccia
di palma (tapa).
I festeggiamenti continuano con le diverse alternative
offerte dal cerimoniale: una processione nel villaggio con
gli sposi adagiati su sedie regali, portate a spalla da
giovani polinesiani, o una spettacolare esibizione di canti
e danze.
L'indimenticabile giornata si può concludere con una
romantica crociera, o un intimo brindisi con lo champagne in
un fare, dove si può anche trascorrere la prima notte della
"seconda" luna di miele.
Un modo originale e molto romantico, insomma, per confermare
le promesse d'amore al proprio partner.







